Estate: in Campania stagione in salita, stranieri disertano

28 Giugno 2020 Author :  

La stagione estiva in Campania parte con numeri molto preoccupanti e con una situazione pesante che, in assenza di un miglioramento tra luglio e settembre, farebbe registrare un record negativo. Un avvio fortemente sottotono per le strutture ricettive, duramente provate dalla fase di lockdown e dalle misure di sostegno che tardano ad arrivare o, in alcuni casi, vengono giudicate insoddisfacenti. E' difficile avere dati precisi, perche' lo scorso fine settimana e' stato il primo con temperature tali da invogliare turisti e cittadini campani a raggiungere le localita' balneari. Le cifre disponibili e le stime danno comunque l'idea dell'andamento dei flussi in Campania, che secondo un'indagine dell'Enit sara' scelta solo dal 5% dei vacanzieri italiani, dopo Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino, Sardegna, Emilia Romagna, Veneto e Liguria. Per Confesercenti Campania la situazione e' al collasso. L'80% degli alberghi e delle strutture extra-alberghiere non hanno riaperto, circa 9.700 sul totale di 12mila, con una perdita di fatturato di 1,1 miliardi rispetto al giugno 2019. Le imprese chiuse lasciano a casa circa 29mila lavoratori, che diventano 44mila se si aggiunge l'indotto, ovvero lavanderie, stagionali e altri servizi di cui fruiscono gli alberghi. "Un indotto enorme di lavoro che e' fermo - denuncia all'AGI il presidente regionale, Vincenzo Schiavo - se lo Stato aprisse gli occhi si accorgerebbe dello scenario di guerra che si sta definendo e presterebbe maggiore attenzione a quello che succede sul nostro territorio". I 2.300 alberghi aperti in regione, aggiunge Schiavo, "sono le piccole strutture piu' o meno a gestione familiare, che comunque non hanno ancora un traffico soddisfacente. Assistiamo a una perdita epocale, una falla difficile da colmare nel tempo". Federalberghi Napoli rende noto che ha riaperto solo il 40% delle strutture, con la previsione di raggiungere il 50% a luglio. Irrisoria anche la percentuale di occupazione delle camere, che si aggira intorno al 10%, nonostante le tariffe siano rimaste stabili. "Manca molto la componente del turismo straniero - spiega all'AGI il presidente, Antonio Izzo - che per noi e' fondamentale. Le prenotazioni arrivano solo da italiani e, nella maggior parte dei casi, si tratta della componente business. Sara' fondamentale la ripresa dei collegamenti aerei internazionali, ma anche garantire il sostegno alle imprese del settore e il prolungamento della cassa integrazione". Anche i B&B e le case vacanza navigano "in acque torbide", conferma all'AGI il presidente dell'Abbac, Agostino Ingenito. "Almeno il 45% delle strutture non riaprira' per motivi economici - esplicita - gran parte dei nostri ospiti sono sempre stati stranieri. Speriamo che l'emergenza Covid si ridimensioni ulteriormente e che si faccia in fretta sul fronte del trasporto aereo. Nel frattempo constatiamo l'assenza di misure concrete di sostegno e rilancio della filiera. Il bonus vacanze e' stato promosso male e gestito peggio, il contributo immaginato dalla Regione e' acqua che non toglie la sete". L'Abbac chiede che, accanto alla sospensione della Scia, "si possa prevedere un addendum per favorire la trasformazione delle strutture in alloggi per lavoratori e studenti fuori sede con prezzi agevolati". Appare migliore la situazione degli stabilimenti balneari, anche se dietro i numeri promettenti si nascondono le enormi difficolta' che stanno vivendo gli operatori di settore. "Il 90% dei lidi ha riaperto - dice all'AGI il presidente della Fiba, Raffaele Esposito - il restante 10% e' ancora alle prese ritardi legati alla burocrazia. C'e' ottimismo, gli operatori stanno garantendo ai clienti servizi di qualita' tra mille difficolta', ma sara' sicuramente un'estate difficile e in autunno i conti non torneranno, quando arriveranno le scadenze fiscali". Oltre ai campani, si affacciano sulle spiagge della regione turisti provenienti dal Lazio, dalla Puglia e qualcuno anche da Lombardia e Veneto. Si registra qualche rincaro, in media intorno al 10% con picchi del 20%, "giustificati dal fatto che, soprattutto in alcune spiagge, l'obbligo del distanziamento ha ridotto parecchio gli spazi", precisa Esposito. Dopo l'allarme lanciato gia' nei mesi scorsi, la Fiba torna ad accendere i riflettori sulla gestione delle spiagge libere. "Come prevedibile, abbiamo assistito a grandi proclami e a progettualita' puntualmente disattese. E' un problema che richiede tempo e concertazione per essere risolto e registriamo che siamo alle prese con l' anarchia totale", sostiene Esposito.

Punto Stabia News

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