La solitudine, il dramma e gli odori dè "Le cinque rose di Jennifer"

11 Luglio 2017 Author :  

La rappresentazione dè "Le cinque rose di Jennifer", alle terme Stufe di Nerone di Bacoli, è stata un successo di pubblico davvero molto soddisfacente. Il testo di Annibale Ruccello, interpretato da Ernesto Lama, affiancato da Elisabetta d'Acunzo, riesce a rispettare quello che è lo spirito della storia simbolo degli anni 80.

Lo spirito di solitudine che anima il personaggio di Jennifer, viene fuori grazie al suono del telefono: a chiamare però, sono persone che non cercano lei. Intanto, dalla stanza rappresentata sulla zattera delle Terme Stufe di Nerone, sì respirano anche le caratteristiche della Napoli che emarginava i travestiti. Allo stesso modo il personaggio di Anna, che aveva come compagna fedele un gatto, non riesce a migliorare il dramma di Jennifer, che la tiene fuori da casa sua. Il suo dolore e la sua tristezza vengono tutte a galla: Jennifer decide di arrendersi pure nella ricerca e nell'attesa del suo Franco, togliendosi la vita senza aspettare che il maniaco in giro per la città, la trovasse.

Senza esagerazioni e con la giusta ambientazione, Peppe Miale alla regia riesce a rendere giustizia e onore ad un testo teatrale che ad oggi, per certi versi, sembra distante dalla realtà ma di fatto, quando sottolinea il sentimento di solitudine, è in grado di diventare nuovamente contemporaneo.

Il prossimo appuntamento nonché quello di chiusura della rassegna, ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, arrivata già al sesto compleanno, è per il prossimo 16 luglio con lo spettacolo Semi (peccato, non esiste più l'amore platonico).

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