Namastè. Tanta fatica per dire…no

11 Ottobre 2017 Author :  

C’è chi dice no canta Vasco Rossi, ma c’è chi invece non riesce proprio a pronunciare questa semplicissima monosillaba, dico Io! Perché ?

Sicuramente sarà capitato a ognuno di noi di rispondere con uno stentato Sì quando avremmo invece voluto dire un urlante NO! Perché?

Nella maggior parte dei casi dire di no ci crea disagio, ci sembra di non essere abbastanza “brave persone”, non vogliamo deludere la persona ce ci chiede aiuto anche se questo “si” produce in noi un forte malcontento, perché magari avremmo voluto fare tutt’altro. Perché è tanto difficile declinare una richiesta?

Patiamo da un presupposto importante, il problema non viene da fuori, ma è in noi!

L’ emozione che scatena in noi il dire no è principalmente la paura! Paura di essere considerati egoisti, paura di rovinare un rapporto, diciamo si  perché vogliamo essere apprezzati dagli altri. Nella concezione comune dire si  significa essere brave persone generose e altruiste, al contrario dire no è sinonimo di egoismo e cattiveria. Vi assicuro che non è così!

Facciamo un esempio pratico:

Donna, con un lavoro,  2 figli con 2 orari differenti di uscita da scuola, 1 marito con 1 ora di pausa pranzo dalle 13 alle 14, in più la quotidianità di una casa.

Se un amica le chiede di farle compagnia per delle commissioni? Questa donna che cosa risponderà? Che cosa dovrebbe rispondere?

A voi la scelta non sarò io a rispondere per voi, ma vorrei con voi immaginare cosa accade nella mente di questa donna.

Sarà combattuta, che faccio le dico di si ma poi si imballerà tutta la mia giornata e non avrò modo di fare le mie cose per tempo, se le dico no magari si dispiacerà, a causa della mia risposta negativa non farà le sue commissioni, e se poi dovessi averne bisogno io una prossima volta e lei non ci sarà?

Ecco per sommi capi questo potrebbe essere il ragionamento.

Se ci avete fatto caso questa donna si è posta tante domande, ma non quella principale e cioè: che cosa voglio fare io?

Partiamo da un assunto di base chiedere a se stessi se è il caso o meno di intraprendere un azione non è una colpa e non deve quindi farci sentire in colpa. Non si diventa una cattiva persona se si fa una valutazione delle proprie esigenze, delle proprie priorità.

Il no assume una connotazione negativa, nell’immaginario comune, fa emergere  emozioni negative, come vi ho già detto, paura, magari vergona e senso di colpa.

In realtà dire no significa semplicemente mettere i nostri bisogni in luce, le nostre esigenze. Dire no perché non si è d’accordo, anche all’interno di un discorso, non significa scontrarsi con l’altro, ma semplicemente far emergere il proprio punto di vista. E cosa c’è di male in questo?

Mostrare a chi ci sta di fronte di essere una persona con propri punti di vista, con proprie emozioni, con proprie necessità e priorità, non deve farci sentire egoisti e cattivi. Imparare a dire no quando davvero è ciò che si vuole può essere un toccasana, perché ci permette di esprimere e non reprimere noi stessi nella nostra totalità. Una semplice no detto quando riteniamo sia giusto può aiutarci, anche rispetto a noi stessi.

Essere altruisti significa aiutare l’altro senza remore o costrizioni, dire si quando invece si vorrebbe dire no non è altruismo, ma un azione tesa all’apparire.

Diceva un uomo che in vita terrena  è stato un Grande: “Ama il prossimo tuo COME TE STESSO”, e non ama il prossimo tuo PIU’ di te stesso…

A voi la riflessione!

  Dott.ssa Maria Rita Ciancia

Psicologa Clinica e di Comunità

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Namastè - rubrica a cura della dottoressa Raffaella Marciano

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