L’importanza dell’interazione tra genitore e bambino

06 Giugno 2018 Author :  

Il nuovo arrivato è figlio di una coppia, nasce in una famiglia, ma ancor prima nel mondo mentale dei genitori, popolato da sensazioni del passato e del presente, speranze, aspettative, timori, e tanti altri pensieri che contribuiscono a creare le condizioni relazionali in cui si svolge la scena dello sviluppo psichico del bambino. Sviluppo che appartiene, come processo, anche ai genitori che crescono insieme al figlio.
La cura dell’aspetto emotivo, svolge un ruolo importantissimo per il benessere del bambino, di pari passo alla cura fisica. Per cura emotiva si intende il creare un’interazione reciproca tra genitore e bambino fatta di intimità, ascolto, interpretazione e comprensione dei suoi bisogni. Interazione fatta di abbracci, filastrocche, parole. Per poter crescere il bambino ha bisogno che ci sia una sintonizzazione sulle sue comunicazioni. Ha bisogno di qualcuno che si pre-occupa del suo stato d’animo e che cerchi di capire cosa gli stia accadendo. E’ da ciò che dipende il suo modo futuro di gestire le emozioni.
I bambini sono individui straordinariamente sofisticati, che fin da subito vedono, sentono suoni, odori, sapori e iniziano ad avere preferenze. Diverse ricerche dimostrano che i neonati sono finemente sintonizzati sul comportamento e sugli umori di chi sta loro vicino.
Winnicot ha scritto che un neonato non esiste da solo, ma fa parte di una relazione. Ciò che conta non è cosa si porta nell’incontro tra genitore e bambino ma cosa accade tra di loro, l’interazione, l’affetto reciproco. Non è il cosa accade ma il come.
Un bambino per potersi sviluppare e crescere, si deve sentire amato e compreso. E’ importantissimo entrare in sintonia e comunicare con lui. Quando un neonato esprime qualcosa, piangendo, dimenandosi, sorridendo, emettendo gridolini o sfoderando tutti i suoi segnali non verbali, noi interpretiamo i suoi bisogni: coccole, cibo, cambio del pannolino, gioco ecc ecc. Nella maggior parte dei casi lui non sa cosa vuole, ci fa solo sapere come si sente. Ricevere risposta alla sua comunicazione, sentire che viene ascoltato e accolto, dà al neonato la sensazione di essere aiutato e gli evita di provare un senso di disintegrazione.
Il compito dei genitori, ed in particolare della madre, è quello di contenere emotivamente il bambino. Quando il bambino è sopraffatto di sensazioni e sentimenti, il compito della madre è quello di prenderli dentro di sé ed elaborarli per poi riproporli al bambino in una forma più accettabile.
Come si fa? Ad esempio, il bambino piange. Voi interpretate i suoi bisogni e notate che ha mal di pancia. Allora prendete il bambino con voi in braccio, lo calmate parlandogli, spiegandogli che è un pò di aria e lo aiutate a ruttare con dei colpetti sulla schiena o con il massaggio sul pancino. Il bambino che si sentiva disintegrato, si sentirà sorretto, tranquillizzato e soddisfatto.
Se questa esperienza continua, vostro figlio non solo avrà la sicurezza di essere ascoltato e aiutato a stare meglio, ma acquisisce un modello di come si può trattare il disagio. Inizia così a riflettere sui sentimenti e sulle sensazioni. Prestando attenzione alle comunicazioni del neonato e interpretandole, il genitore lo aiuta a trovare un posto nel mondo. L’esperienza prolungata di vedere accolte le sue esigenze, di vedere che i genitori cercano di adattarsi a lui, è di gran beneficio per il bambino; senza questa solida base non sarebbe in grado di affrontare la frustrazione e l’attesa. L’interazione neonato-genitore è caratterizzata da brevi pause che si alternano seguendo uno schema ritmico. Esso consente di intervenire a turno e di influire sull’andamento del rapporto. Questa è una delle basi per l’apprendimento del linguaggio e delle regole della conversazione.
E’ bene ricordarsi che interpretare i bisogni è diverso dal prevenirli o anticiparli. E’ inevitabile tentare di risparmiare al proprio figlio anche la più piccola frustrazione o irritazione. Ma, come ho scritto nel precedente articolo (L’importanza dei no nella crescita dei bambini), l’idea di poter soddisfare ogni bisogno del bambino e di potergli quindi risparmiare ogni sofferenza è fallimentare. Non dobbiamo pensare che ci vuole una sensibilità acuta, basta una sensibilità media, sufficiente. Il genitore può sbagliare, anzi deve, per dimostrare al figlio la sua umanità. Ricordate che per una crescita sana il figlio ha bisogno di genitori “sufficientemente” buoni. Non bisogna essere né troppo, né poco, ma il giusto. Buon viaggio a tutti voi, neo genitori!

Dott.ssa Dominique D’Ambrosi
Psicologa clinica e Psicoterapeuta sistemico relazionale.
Esperta in psicodiagnostica e valutazione psicologica in ambito clinico e peritale
Riceve su appuntamento a Cava de’ Tirreni ed Eboli
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Rubrica Namasté - curatrice Dott.ssa Marciano

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