AdMedia

Il counseling è dello psicologo!

09 Luglio 2018 Author :  

di Rossella Bisogno*

“La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

Namastè cari lettori!
L’articolo 1 della legge 56/89 sopra citato e relativo alla definizione della professione di psicologo, chiarisce bene le attività che sono di sua unica competenza e non sovrapponibili ad altre figure che comunemente sentiamo interagire con persone che potrebbero avere disagi e/o disturbi per i quali non si possiede specifica formazione. Negli ultimi anni si è assistito infatti al proliferare delle scuole di counselor, una figura professionale che si occupa di aiutare i propri clienti nelle difficoltà della vita quotidiana, ma che non è regolamentata dalla normativa italiana, né in merito al percorso formativo da effettuare, né in merito alla natura della propria attività professionale. Non esistendo per la legge italiana tale categoria, i counselor sono organizzati in associazioni private che stabiliscono i propri livelli di competenza professionale e formazione per potersi iscrivere presso le loro tante organizzazioni. L’unico dato ufficiale relativo al counselor è presente nell’elenco del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, un organo conoscitivo che si occupa di censire i soggetti che dichiarano di svolgere una data professione, ma che non ha alcun potere di riconoscimento giuridico. Un recente reportage di Repubblica, ad opera del giornalista televisivo Luca Bertazzoni ha mostrato un mondo di counselor caratterizzato da pressapochismo e “pacche sulle spalle” tipiche di un amico in presenza di casi che esprimevano chiaramente una domanda psicologica, quali la depressione, disturbi alimentari e problematiche esistenziali. Ciò che è risultato allarmante è che nessuno dei counselor ripresi invita il cliente a rivolgersi ad uno psicologo per ricevere un adeguato supporto psicologico, preferendo invece di dare loro indicazioni sbagliate e forse dannose. Nell’inchiesta, oltre le sedute col “paziente”, si mostrano inoltre scuole di counseling che rilascerebbero facilmente attestati al seguito di corsi triennali anche costosi ma che “probabilmente” permettano poi agli allievi di aiutare le persone in difficoltà. Insomma counselor che si improvvisano psicologi tanto da allarmare l’intera categoria professionale che già dal 2015 combatte per evitare una sovrapposizione dei due ruoli.
In un articolo di Lorenzo Proia su Quotidiano Sanità, David Lazzari, membro del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi, (Cnop), spiega : “Non si può non essere allarmati su questa vicenda perché si sta facendo da anni una operazione ad alto rischio per la salute dei cittadini. Si giustifica l’operazione di legittimazione di una nuova figura, il counselor con tre argomenti: a) esiste in tutto il mondo, b) fa cose diverse dallo psicologo, c) poiché ci sono, meglio regolarizzarli. Counseling vuol dire in italiano ‘consulenza, assistenza’ e indica una serie di metodologie di aiuto nate dalla psicologia e dalla psicoterapia. A livello internazionale il counselor è un professionista di area psicologica, nessuno si sognerebbe di affermare che non fa cose di ambito psicologico. Neanche la formazione è paragonabile, perché in Italia queste figure hanno una formazione non accademica, variegata e molto più easy. Lazzari inoltre conclude dicendo che “In Italia la Psicologia è stata riconosciuta come attività attinente alla salute e lo psicologo come professione sanitaria non certo per dare una medaglia ma per tutelare maggiormente i cittadini su aspetti molto delicati. E il counseling è da sempre una delle attività tipiche dello psicologo”. Insomma un grosso affronto per noi psicologi che, prima di iniziare ad esercitare la professione, trascorriamo anni ed anni ad investire sulla nostra formazione: cinque anni di università con diverse ore di tirocinio, un altro anno di tirocinio obbligatorio con la supervisione di un professionista al fine di accedere all’esame di stato per l’abilitazione alla professione e l’iscrizione all’ordine degli Psicologi, e infine per completare il quadro altri quattro anni di scuola privata di specializzazione in psicoterapia, oltre che una formazione obbligatoria continua nel tempo. Un vero e proprio investimento temporale, morale ed economico che nulla ha a che vedere con l’improvvisazione! Spesso le persone che chiedono aiuto ignorano tutto ciò e prima di rivolgersi ad uno psicologo vagliano tutte le possibili alternative, sprecando il tempo e spendendo soldi inutili. Quante volte ad esempio, anche a voi sarà capitato di pensare o sentire “Non sono mica matto per andare da uno psicologo?”, “Ce la posso fare anche da solo”, “Posso parlare anche con un amico piuttosto che andare da uno psicoterapeuta”. Questi luoghi comuni come il rivolgersi a figure incompetenti in materia, non fanno altro che allontanare una persona dalla possibilità di prendere consapevolezza circa la natura della propria sofferenza. Al contrario, chiedere aiuto ad un professionista ed iniziare una psicoterapia è una scelta di salute che permette di conoscersi meglio, di capire i propri disagi e metterli in discussione, di individuare le proprie risorse ed utilizzarle in modo adeguato. La psicoterapia è quindi un luogo di ascolto, dialogo e cura, ma soprattutto occasione per “fermarsi e dedicarsi un tempo prezioso fine al raggiungimento del benessere psicologico” perché:
 Mi sento ascoltato e capito dal terapeuta in un contesto accogliente e libero dal giudizio
 Imparo a conoscere ed accettare i miei pensieri ed emozioni
 Comprendo le mie difficoltà e imparo a gestirle in modo più sereno
 Imparo a comprendere ed esprimere le mie emozioni, migliorando il benessere emotivo
 Vivo relazioni più sane con gli altri
 Aumento la mia autostima

Con la speranza di essere riuscita a fare un po’ di chiarezza ed evitare di affidarvi incautamente a non professionisti, vi saluto e vi dò appuntamento al prossimo articolo, con l’augurio di arricchirci reciprocamente in questo viaggio, permettendovi di cogliere spunti di riflessione utili a migliorare il nostro benessere psicologico!
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”
M. Proust

Namastè

Dottoressa Rossella Bisogno
Psicologa
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Studio di Consulenza Psicologica
Via S. Maria del Rovo 2, Cava de’ Tirreni (SA)
Rubrica Namastè
Curatrice dr.ssa Marciano

Punto Stabia News

Punto Stabia News è un giornale online che si occupa del territorio tra Castellammare, i Lattari e la Penisola Sorrentina. 

CONTATTACI: 

redazione@puntostabianews.it

Via Nazionale, 84018 - Scafati

Tel. 3285848178

 

 

Publica Blu Trasp2