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La resilienza: cos’è e come svilupparla

12 Settembre 2018 Author :  

Il termine resilienza, dal latino resalio, che significa “saltare, balzare”, è stato usato inizialmente in fisica per descrivere l’attitudine di un corpo a resistere a un urto. La durezza, la resistenza alla fatica e alle sollecitazioni, in ingegneria, sono appunto i modi in cui si comporta un corpo quando è sottoposto a sollecitazioni esterne di tipo meccanico. In particolare, la resilienza è considerata la capacità di un materiale di sottoporsi a violenti sforzi senza rompersi. Il concetto è stato ripreso poi dalla psicologia e applicato allo studio e alla presa in carico di situazioni di grande vulnerabilità quali traumi, abusi, guerre e malattie. In psicologia questo termine implica la capacità e la volontà di uscire da una situazione traumatica, problematica, nel migliore dei modi. Il processo di resilienza umana permette la ricostruzione dell’identità individuale, consente la riscoperta del senso delle cose, attraverso l’incontro tra forze biologiche e psicologiche con il contesto sociale. Propone di non ridurre mai una persona ai suoi problemi ma di recuperare le sue potenzialità: ciascuno deve trovare dentro di sé delle soluzioni, divenire responsabile del proprio processo di cambiamento.
Si tratta dunque della capacità di far fronte, resistere, costruire, integrare, riuscire a recuperare energie necessarie a riorganizzare la propria vita, dopo aver subito un trauma o aver vissuto situazioni difficili. La resilienza è la capacità di trasformare un’esperienza negativa in apprendimento, l’evento traumatico in un possibile motore di cambiamento. E’ la capacità di trasformare il dolore, la sofferenza, in energia e benzina per vivere al meglio la vita che verrà.
Alla base dell’idea di resilienza vi è lo stesso concetto della tecnica giapponese del “Kintsugi”, “Kin” oro e “tsugi” riunire, riparare, secondo la quale un oggetto rotto non viene gettato, anzi acquista un nuovo valore, in quanto avendo subito una ferita, ha una storia da raccontare, ed è più interessante.
Quest’arte giapponese prescrive l’uso di un metallo prezioso – che può essere oro o argento liquido o lacca con polvere d’oro – per riunire i pezzi di un oggetto di ceramica rotto, esaltando le nuove nervature create. La tecnica consiste nel riunirne i frammenti dandogli un aspetto nuovo attraverso le cicatrici impreziosite. Ogni pezzo riparato diviene unico e irripetibile, per via della casualità con cui la ceramica si frantuma e delle irregolari, ramificate decorazioni che si formano e che vengono esaltate dal metallo.
La rottura di un oggetto non ne rappresenta più la fine. Le sue fratture diventano trame preziose.
È l’essenza della resilienza. Nella vita di ognuno di noi, forse, si deve cercare il modo di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di crescere attraverso le proprie esperienze dolorose, di valorizzarle, esibirle e convincersi che sono proprio queste che rendono ogni persona unica.
Se allenata e sviluppata, la resilienza cambia la prospettiva della vita perché ci mostra lati di noi stessi che non conoscevamo.
Molte persone sono resilienti di carattere, altre lo diventano nel corso del tempo.
Come sviluppare la resilienza?
Allenarsi all’ottimismo: vedi sempre il bicchiere mezzo pieno e cogli il lato buono delle cose.
Vietato lamentarsi: focalizzati su quello che hai, piuttosto che su quello che ti manca.
Essere flessibili: allena la tua mente ad accettare modi di pensare ed agire diversi dalle tue abitudini. Allenati al confronto e alla scoperta del nuovo.
Imparare a lasciar andare: spesso ci aggrappiamo a idee, oggetti, persone, solo per paura del cambiamento. Lascia andare il vecchio ed apriti a nuove strade.
Accrescere la propria autostima: credi in te stesso e nelle tue capacità.
Creare legami amorevoli con famiglia, amici e rete sociale.
Ricercare nuove visioni (ottimistiche) di ciò che accade intorno a voi.
Coltivare bellezza: fai una passeggiata, ammira un paesaggio, disegna, balla, canta. Abbi cura di te come una madre si prende cura del suo bambino. Coccolati, gioca, ama.
Impara ad essere felice.
Ricorda che il potere della tua vita è solo nelle tue mani.

Dott.ssa Dominique D’Ambrosi
Psicologa clinica e psicoterapeuta sistemico relazionale.
Esperta in psicodiagnostica e valutazione psicologica in ambito clinico e peritale
Riceve su appuntamento a Cava de’ Tirreni ed Eboli
www.dominiquedambrosi.it – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Rubrica Namasté - curatrice Dott.ssa Marciano

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