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Tumori in Italia, al nord si vive di più

27 Settembre 2018 Author :  
Sempre piu' casi di tumore in Italia, anche per effetto dell'invecchiamento progressivo della popolazione. Ma pure su questo fronte il Paese si spacca in due: al Nord si sopravvive di piu' anche se al Sud, di contro, ci si ammala di meno ed il numero dei casi e' percentualmente minore. E' questa l'ultima istantanea dell'Italia dei tumori che arriva dal Rapporto 'I numeri del cancro 2018', presentato oggi al ministero della Salute e frutto del lavoro dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), Fondazione AIOM e programma di monitoraggio PASSI (Progressi Aziende Sanitarie Salute Italia). Complessivamente, quest'anno sono stimati 373.300 nuovi casi di tumore (194.800 uomini e 178.500 donne), con un aumento, in termini assoluti, di 4.300 diagnosi sul 2017. E quasi 3,4 milioni di cittadini vivono dopo la scoperta della malattia (3.368.569, erano 2.244.000 nel 2006): un dato in costante aumento. Cambia inoltre la 'classifica' delle neoplasie piu' diffuse: il tumore piu' frequente in Italia e' diventato quello della mammella e nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi (erano 51.000 nel 2017). Seguono il cancro del colon (51.300, erano 53.000 nel 2017), che lo scorso anno era il piu' diagnosticato e del polmone (41.500, erano 41.800 nel 2017). I tumori colpiscono meno nel Meridione, infatti il tasso d'incidenza e' piu' basso del 13% tra gli uomini e del 16% tra le donne. Le tre Regioni con il piu' alto numero di diagnosi stimate nel 2018 sono invece Lombardia (64.200), Lazio (33.850) e Veneto (31.850). Ma ad emergere e' soprattutto il grande gap Nord-Sud: in Emilia-Romagna e Toscana si sopravvive di piu', mentre il Sud e' fanalino di coda e sempre nel Meridione si registra un boom di fumatrici tra le 25-34enni. Sono soprattutto la scarsa adesione agli screening e gli stili di vita scorretti - a partire dal fumo - a causare le differenze regionali, con la Sicilia che registra tassi di sopravvivenza al 52% per gli uomini e 60% per le donne, la Sardegna al 49% e 60% e la Campania al 50% e 59%. "Pesa la differenza di sopravvivenza a 5 anni per i tumori tra il Nord e il Sud, perche' se c'e' un settore in cui si deve mantenere la coesione sociale e' proprio quello della salute: per questo - ha affermato il ministro della Salute Giulia Grillo - da parte mia c'e' l'impegno a metterci volonta' e risorse umane e strumentali per ridurre tali divergenze". Lo svantaggio per il Sud, ha pero' sottolineato, "e' anche legato alla situazione sociale. E' dunque importante agire sui determinanti sociali della salute, e dobbiamo lavorare di piu' sulla prevenzione". Puntare sulla prevenzione e' prioritario anche per la presidente Aiom Stefania Gori: "I tumori non solo sono curabili ma anche guaribili, grazie a terapie sempre piu' efficaci e alle campagne di prevenzione. Infatti - spiega - il 27% dei pazienti vivi dopo la diagnosi torna ad avere (dopo un periodo di tempo diverso in base al tipo di tumore, sesso, eta' di insorgenza) la stessa aspettativa di vita della popolazione generale, potendosi considerare 'guarito'". Nel 2010 i 'guariti' erano 704.648, nel 2018 "sono 909.514, con un incremento - conclude Gori - del 29%". E sempre sul fronte prevenzione, la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) ha lanciato anche quest'anno la campagna di prevenzione di ottobre, con visite gratuite e monumenti illuminati di rosa nelle citta'.(

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