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Namastè


Namasté amici lettori…
Quest’oggi vi racconterò una storia, una racconto di vita vera. Vi parlerò di Luna. Naturalmente il nome è inventato e scelto da me!
Ho saputo della storia di Luna da alcuni amici comuni e mi sono messa in contatto con lei, volevo conoscerla. Nella mia vita personale e professionale non avevo mei avuto modo di conoscere e palare con una transessuale! Non poteva sfuggirmi l’occasione di incontrarla e parlare con lei, ero curiosa e desiderosa di “capire”. Certo sono una psicologa e da manuale ho tante informazioni riguardo la transessualità e le persone transessuali, ma non è lo stesso. Volevo parlare con lei, capire perché, percepire i suoi stati d’animo e leggere i suoi sentimenti. Ho preso un appuntamento con lei. Abbiamo fatto quattro chiacchiere, vi assicuro, è una persona molto aperta e soprattutto molto schietta, lì mi è balenata l’idea e le ho chiesto: “-Ti va se racconto la tua storia?-” e lei non ha obiettato, anzi! E da qui è nata una sorta di intervista che è diventato un racconto, che io vi riporterò, senza includere naturalmente dettagli che possano palesare l’identità di Luna. Cominciamo
Ci incontriamo, all’impatto è un bel vedere! Una persona ben curata, capelli a posto abbigliamento casual e trucco impeccabile! Si accomoda con un gran sorriso, le faccio cenno con la mano offrendole dei cioccolatini e come ogni “donna” che si rispetti ruota la testa indietro e lì guarda come fossero demoni… non lì assaggerà perché i jeans non le si abbottonano! Prendiamo un caffè e smorzo la tensione (che è solo mia) parlando del più e del meno! Subito entriamo nel vivo della conversazione, è facile parlare con lei non si formalizza. Le faccio la prima domanda che credo sia quella peggiore da fare, così mi tolgo il pensiero! Le chiedo se il suo sentirsi donna nel corpo di un uomo sia stato un disagio, e lei da qui inizia il racconto della sua vita dice:
“Ho capito di essere donna… da sempre, il mio primo ricordo risale più o meno a quando avevo 10 anni, guardandomi allo specchio vedevo riflessa una donna, sentivo di essere donna, nella mia mente, nella mia anima, ma in tutta onestà quella che vedevo nello specchio era una donna! La mia conferma l’ho avuta intorno ai 13 anni quando mi sono innamorata di un compagno di classe, è stata la prima volta che ho provato attrazione per qualcuno!
A questo punto la mia domanda sorge spontanea: “Come ti sei sentito?” La risposta in tutta onestà mi spiazza molto. Dice:
“Ho provato una bella sensazione ho capito e confermato il mio essere donna!” .
La sua risposta mi sorprende, perché mi aspettavo, una “reazione da manuale” ossia un senso di inadeguatezza, vergogna per ciò che sentiva ecc.. insomma sentimenti negativi. Capisco a questo punto che Luna è cresciuta in un ambiente positivo e amorevole, le chiedo quindi del suo rapporto con i genitori e della loro reazione rispetto alla sua scelta, lei racconta:
“con i miei genitori non ho affrontato l’argomento in modo aperto e diretto, cioè non ho mai detto mamma papà ho le fattezze di un uomo, ma sento di essere donna, ma loro lo sapevano era palese. Sempre mi sono preparata e abbigliata come una donna, borsa in spalla e trucco, non ho mai mentito a me stessa né a loro, non mi sono mai nascosta, sono donna da sempre! C’è stata tuttavia un’ occasione in cui ho parlato con la mia mamma a tu per tu in modo diretto; lei mi ha fatto la domanda che, nonostante tutta la mia schiettezza, temevo. Tornavamo da una cena di famiglia, mio padre è andato a letto siamo rimaste sole, mi aspettavo che succedesse e lei mi ha chiesto: “ tu non ti senti un uomo!?” E io le ho risposto in tutta onestà ciò che avevo nel cuore. Non si è mostrata scioccata, no ha tentato di convincermi che stavo facendo qualcosa di sbagliato, ma ha solo espresso le sue paure rispetto alla mia situazione, la paura che la società avrebbe potuto respingermi, denigrarmi, umiliarmi o addirittura maltrattarmi, è stato un bel momento che certo temevo, ma che mi ha ulteriormente liberato!”
Le chiedo, poi, il suo rapporto con la società, gli amici, il gruppo dei pari, aspettandomi qualche spiacevole aneddoto, ma mi dice che nella sua vita ha incontrato persone che hanno accettato la sua essenza senza obiezioni né remore e, la motivazione che dà a questo impatto positivo con il modo è molto semplice mi dice: “io sono quello che sono, non ho mai neppure tentato di nasconderlo, le persone che mi si avvicinano sanno chi sono, devo dirlo mi sento una persona fortunata!”.
Le chiedo dell’amore, cioè: “hai in questo momento o hai avuto per il passato qualche relazione importante?” , sorride e in tutta la sua onestà mi dice:
“purtroppo ho incontrato diversi “finti etero!”. Alla mia espressione interrogativa prosegue “si io li chiamo così, finti etero, uomini che mi adulano mi corteggiano fin tanto che non gli concedo un incontro, una cena, un caffè, il loro scopo non è conoscermi o frequentarmi, ma altro! lì mando puntualmente a quel paese, anche perché, purtroppo sono talvolta uomini che hanno relazioni stabili con donne! E non è questo che voglio per la mia vita! Ho conosciuto l’amore intorno ai 20 anni ho incontrato un ragazzo, con cui è nata un’amicizia speciale che abbiamo coltivato, vivevamo praticamente in simbiosi, ero sempre a casa sua o lui nella mia, per lui ero una donna, mi guardava ammaliato, mi trattava da donna mi faceva sentire speciale fino a che quasi un anno dopo, tutto è finito di colpo, mi ha detto che viveva un momento di crisi personale, che doveva risolvere da solo, sono stata malissimo. Quando dopo alcuni mesi con l’aiuto della mia famiglia e di alcune amiche mi sono ripresa, l’ho risentito, mi ha contattato per darmi spiegazioni…. era gay! E stare con me glielo aveva confermato! Continua poi dicendomi: “io non sono gay, non frequento locali gay, non sono attratta dai gay, io sono una donna! Per questo ho intrapreso questo percorso, per mostrare fuori ciò che ho dentro, sono una donna! Per gli ormoni che assumo mi fanno male le tette, sono isterica, piango davanti ai film romantici, non mi succedeva prima, sto ingrassando cosce e fianchi, i jeans non si abbottonano e io vado in crisi!”
Su questo sproloquio mi viene da ridere e le dico in tutta onestà: “hai voluto la bicicletta e mo’ pedala! e c’è la ridiamo!
Continua: “io sono una donna e su questo non ho dubbi! Farò tutto, tutto, per liberarmi dell’uomo che mostro all’esterno, prenderò le compresse e quando sarà il momento farò l’intervento! Adesso vorrei solo avere al mio fianco qualcuno, che sappia sostenermi, sopportarmi e supportarmi e che mi dica che andrà tutto bene!
Infine mi dice: “Forse Dio ha voluto così, voi siete nate donne nel corpo di donna, io sono nata donna, nel corpo di un uomo, forse ha voluto che io faticassi per essere una donna in modo da poterlo apprezzare al meglio!”
E su questa sua ultima affermazione credo di non dover aggiungere nient’altro. Vi assicuro che man mano che parlavamo e ridavamo dinnanzi ai miei occhi c’era una donna!
Perché ho voluto raccontare questa storia? Direi invece perché non avrei dovuto, la vita insegna, ognuno impara dalla propria, o almeno così dovrebbe essere, ma talvolta affacciarsi nella vita di qualcuno può darci qualcosina in più.
Care donne mi rivolgo a voi, in special modo, a tutte voi Donne siate ciò che volete essere, Luna ha avuto la fortuna di essere contornata da persone che l’hanno amata incondizionatamente dalla famiglia agli amici, ma è stata se stessa dall’inizio, non ha “violentato” la sua persona cercando di apparire per ciò che la società le imponeva è stata la persona che voleva essere, che sia di lezione a tutte noi Lottiamo per noi stesse, Lottiamo per ciò che desideriamo, Lottiamo per ciò che SIAMO!
“Un uomo dovrebbe cercare ciò che è, e non ciò che pensa che dovrebbe essere” Albert Einstein
Un abbraccio!


Maria Rita Ciancia Psicologa Clinica
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