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Namastè


Namasté cari lettori!
Quest’oggi parleremo di un particolare stato in cui la donna può trovarsi nell’arco della sua vita: “la gravidanza”. Considereremo quello che accade dal concepimento alla nascita da un punto di vista psicologico. Analizzando tutti i momenti di “crisi” che possono presentarsi, durante questa fase, e in che modo vengono fronteggiati e superati.
La gravidanza e la maternità costituiscono un periodo di grandi cambiamenti per la donna e per la coppia e le emozioni e i vissuti psicologici che l’accompagnano possono essere tantissimi e tra loro contrastanti. Il periodo di gestazione, non è vissuto da tutte le donne nello stesso modo: esso è influenzato da più fattori: fisiologici, psicologici, sociali ed economici; la gravidanza può arrivare nel momento giusto, troppo presto o troppo tardi, dopo tanti tentativi, può essere desiderata o non programmata, può avvenire senza che si abbia un partner stabile.
Questi fattori influenzano il modo di vivere la gravidanza e le emozioni che da essa derivano.
Ciò significa, allora, che a seconda del proprio vissuto, possono presentarsi vari stati emotivi, possono essere positivi come, gioia e speranza rispetto alla situazione o, negativi, come ansia e tristezza, rispetto ad un evento difficile e inaspettato.
Tuttavia, anche laddove la gravidanza è desiderata, ed è quindi percepita in modo positivo, sono presenti vissuti emozionali negativi.
Care lettrici la vita e la crescita sono possibili grazie al superamento delle crisi, ogni fase di crescita è data da un “intoppo” che viene superato, la gravidanza è, uno dei momenti di “crisi” che possono presentarsi, nella vita di una donna in cui si palesano inevitabili cambiamenti su vari livelli: individuale, relazionale e sociale.
Differenziamo le fasi della gravidanza in tre stadi, dati dai tre trimestri di gestazione:

Fase 1:

I cambiamenti che si verificano nella donna durante la prima fase della gravidanza, impongono un profondo adattamento ad una nuova situazione, la donna inizia a rivolgere attenzione a se stessa, al proprio interno, prendendo coscienza della necessità di modificare il proprio ruolo: ossia da figlia dovrà diventare madre.
La gravidanza è un processo che potremmo definire psicosomatico.
Che cosa vuol dire?
È un processo che coinvolge corpo e mente in cui l’uno influenza l’altro e viceversa, si verificano tanti cambiamenti “oggettivi”, le ansie, presenti in ogni momento della vita, durante questa fase si intrecciano con tutto il resto;
L’ansia rispetto ai cambiamenti fisici;
L’ansia rispetto al figlio che dovrà nascere ci fa porre domande come: sarà sano? Potrebbe avere problemi durante il parto!;
L’ansia legata al proprio compagno: ad esempio il nostro rapporto si modificherà inevitabilmente! ma come? Che rapporto avrà con il bambino una volta nato?
Un altro elemento importante è la sessualità, come viene vissuta dalla coppia durante la gravidanza. Spesso sessualità e maternità sono percepite in contrapposizione, la tendenza è quella di assecondare sempre meno i propri istinti, una soluzione è semplicemente “comunicare”. Comunicare con il proprio partner esporre le nostre perplessità, le paure, e capire il suo punto di vista, chissà potrebbe sorprenderci! Non meno importante è parlarne con un esperto, il medico che segue la gravidanza, e perché no, uno psicologo che possa schiarire un po’ le idee, talvolta la difficoltà nell’avere un rapporto sessuale con il proprio partner non è dato da una problematica “fisica”, ma piuttosto da un disagio psicologico, vivere la relazione anche durante i 9 mesi di gestazione è solamente “positivo”.

Fase2:

Il secondo trimestre della gravidanza è quello in cui si iniziano a manifestare oggettivamente i cambiamenti fisici, è il momento in cui il feto inizia a muoversi, o meglio, il momento in cui i movimenti fetali vengono percepiti dalla madre, il bambino diventa così “reale”, qui inizia ad instaurarsi una vera e propria relazione, un dialogo madre-bambino, è qui che nasce la consapevolezza e la presa di responsabilità di quanto accadrà. Tutte le ansie presenti durante il primo trimestre qui tendono ad amplificarsi, un pensiero ovattato di una nuova vita da “contenere” per il resto della propria esistenza inizia a dare calcetti e a muoversi facendoci sorridere e tremare allo stesso tempo. Il timore che questo produce è l’elemento più importante e produttivo che possiamo avere, stiamo diventando madri! Ma soprattutto ne stiamo prendendo consapevolezza.

Fase 3:

Inizia poi l’ultimo trimestre il corpo si modifica ulteriormente e c’è bisogno di un nuovo adattamento, fisico e psicologico. Ci si prepara al parto il timore dell’evento è sempre maggiore, la domanda oggettiva più frequente è: sarò capace di partorire? La domanda latente, nascosta, è: “saprò capace di separarmi da questo bambino?”
Inizia la “preparazione del nido” può accadere di sentirsi più forti anzi più in forma, pur non riuscendo più a mettere lo smalto alle unghie dei piedi!

Iniziamo a preparare il nido per il nostro piccolo uccellino che sta per arrivare.
La gravidanza è un periodo di fragilità emotiva che va compresa, emergono tanti sentimenti e conflitti che normalmente tendono ad essere zittiti, questo momento, estremamente delicato, è contemporaneamente, produttivo poiché produce un riassetto emotivo della madre che, condiviso con il partner, può portare ad un rafforzamento nella relazione.
Forse carissimi lettori a questo punto avrete, rispetto alla gravidanza, un quadro più o meno terrificante, instabilità, adattamenti, crisi, conflitti ecc., ecc.. la mia intenzione è semplicemente spiegare cosa accade nella mente di una donna. Ho sentito spesso dire che la gravidanza, così come il parto sono: “cose naturali” il che implicitamente significa “facilmente affrontabili”, è pur vero che sono eventi naturali, è pur vero che dacché esiste il mondo esiste la gravidanza, ma non è certamente vero che tali eventi siano vissuti allo stesso modo da tutte le donne, e non è certamente vero che la gravidanza sia un processo, anzi una “storia tra due entità” semplice e senza difficoltà. Esiste un percorso oggettivo da affrontare suddiviso in fasi fisiologiche che vengono portate avanti quasi meccanicamente, ma esiste un percorso una “storia” soggettiva, da contenere, supportare e “accudire”.

Con la speranza che queste informazioni possano essere d’aiuto a qualcuno di voi vi saluto con una massima del filosofo tedesco Nietzsche che recita:
“Tutto nella donna è un enigma, ma tutto nella donna ha una soluzione: questa si chiama gravidanza!” Friederich Wilhelm Nietzsche

 

Dott.ssa Ciancia Maria Rita
Psicologa Clinica

Rubrica Namasté - curatrice Dott.ssa Marciano

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