Spettacoli all'aperto e giochi: come ci si divertiva nell'antica Pompei

26 Maggio 2020 Author :  

Gli scavi di Pompei rappresentano, come ben sappiamo, una delle migliori testimonianze esistenti di come fosse strutturata una tipica città dell'antica Roma, oltre che un importante strumento per conoscere le principali abitudini delle persone dell'epoca. Particolarmente interessante risulta essere lo studio sulle principali modalità di divertimento degli antichi Romani, che ci dimostrano quanto, a distanza di secoli, le cose siano cambiate ben poco se non dal punto strettamente tecnologico. Dagli spettacoli teatrali al buon cibo, fino ad arrivare ai giochi da tavolo, le attività ludiche e di intrattenimento più amate dai Romani rispecchiano perfettamente quelle che sono anche le tradizioni più diffuse ai giorni nostri.

L'importanza del teatro nell'antica Roma

Forma di intrattenimento ereditata dal mondo ellenico, il teatro ebbe anche per i Romani un'importanza fondamentale, come dimostrano non soltanto i tanti scritti pervenuti fino a noi nel corso dei secoli, ma anche le stesse strutture rinvenute negli scavi di tante città dell'epoca. Da questo punto di vista, Pompei non fa eccezione, difatti tra i luoghi più interessanti da visitare nell'area archeologica ai piedi del Vesuvio risultano esserci proprio i due teatri cittadini, ossia l'Odeion e il Teatro Grande.

Qui migliaia di cittadini appartenenti a ogni fascia sociale erano soliti ritrovarsi per vedere insieme tragedie e commedie, come la palliata di derivazione greca, la togata e la fabula atellana, una commedia dai toni farseschi caratterizzata dall'uso di particolari maschere, ma anche esibizioni di mimi. Sebbene in genere gli attori provenissero dalla classe degli schiavi o dei liberti e, dunque, non godevano di particolare prestigio sociale, non mancavano nell'antica Roma personaggi amati come vere e proprie star, come Cecilio Stazio, Terenzio e l'attore comico Roscio.

Gli spettacoli a Pompei e nell'antica Roma erano aperti a tutti e con ingresso gratuito, a riprova di quanto questa forma d'arte fosse ritenuta importante per tutti i livelli sociali, con l'unica differenza del posizionamento sugli spalti: ai cittadini più ricchi e importanti erano infatti riservati i posti più vicini alla scena, mentre sulle gradinate più lontane si accomodava il popolo.

 

Il gioco nelle taverne

Tra i principali divertimenti per gli antichi Romani, un posto di rilievo spetta al gioco nelle sue diverse forme. Apprezzato da persone appartenenti a ogni ceto sociale, dai plebei fino ai grandi imperatori, come Claudio e Nerone, che non hanno mai nascosto la loro passione per dadi, scommesse e altri passatempi simili, il gioco è stato per lungo tempo una delle più importanti attività sociali dell'intero Impero.

In particolare, nelle città romane come Pompei, esistevano particolari luoghi in cui praticare i propri giochi preferiti e, al contempo, gustare del buon cibo: parliamo delle tabernae lusoriae e delle caupone, ossia delle osterie in cui trovavano spazio due delle più grandi passioni dei romani. Nelle taverne tuttora ben visibili nei principali scavi di città romane, non è difficile rinvenire affreschi che raccontano proprio alcuni momenti vissuti in questi locali: a Pompei, per esempio, risulta molto ben conservata la taberna della VI Regio, al numero 28 della quattordicesima insula, così come da non perdere sono gli spazi di Via di Mercurio, nel locale VI 10, in cui vi sono raffigurazioni di giochi con premi in cibo e una serie di affreschi che ricordano momenti di tensione tra giocatori in disaccordo, i quali vengono infine cacciati dal locale.

Quali giochi si praticavano nell'antica Pompei

Come detto i Pompeiani, e più in generale i Romani, amavano il gioco in ogni sua forma e sono tante le testimonianze che ci raccontano in maniera dettagliata quali fossero i passatempi preferiti praticati sia nelle tabernae che in ambienti privati. I dadi rappresentano sicuramente un grande classico del divertimento romano e il loro funzionamento non è così tanto dissimile da quello che ancora oggi conosciamo: i giocatori, infatti, si sfidavano scommettendo sull'uscita di un numero compreso tra 1 e 6, sul punteggio più alto o sui numeri pari e dispari.

Particolarmente interessante è poi il ludus latrunculorum, un gioco che secondo gli studiosi può essere considerato un antenato di dama e scacchi, poiché il suo funzionamento si basava proprio sull'utilizzo di una scacchiera e di pedine, con lo scopo di "rubare" quante più pedine avversarie possibili. Tra i giochi romani più praticati si ricordano infine gli astragali, basati sul lancio di ossicini di animali con lo scopo di totalizzare il punteggio più alto sulla base delle tantissime combinazioni esistenti.

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