Positivo il principe Carlo, record di morti negli Usa

26 Marzo 2020 Author :  

Sono oltre 450 mila i casi ufficialmente dichiarati di coronavirus nel mondo. E' quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University e da un conteggio dell'Afp.

E' risultato positivo al test del coronavirus il principe Carlo, 72 anni, erede al trono britannico. Lo rende noto Buckingham Palace. Carlo era in isolamento in Scozia da alcuni giorni. La sua consorte Camilla è stata pure testata e non risulta aver contratto il virus. Una portavoce di Buckingham Palace ha affermato che la regina Elisabetta -che il mese prossimo compirà 94 anni - sta bene.

Positiva anche la vicepremier spagnola Carmen Calvo. La numero due del governo socialista di Pedro Sanchez era ricoverata in ospedale da domenica per un'infezione respiratoria ed è stata sottoposta al test. In Spagna nelle ultime 24 ore si sono registrati 738 decessi in seguito al coronavirus. E' l'aumento maggiore registrato nel Paese dall'inizio della crisi. I casi confermati nel Paese salgono oggi ad un totale di 47.610, con 7.937 nuovi contagi. Il numero delle vittime arriva così a 3.434. E dopo l'Italia, anche la Spagna ha superato la Cina per numero di morti.

Negli Stati Uniti i contagi hanno superato i 60.000 casi, circa 7.000 in più di ieri. Almeno 807 le vittime, circa 200 in più in meno di 24 ore. Intanto la maggioranza repubblicana al Senato ha annunciato di aver raggiunto con i democratici e la Casa Bianca un accordo su uno "storico" piano da 2.000 miliardi di dollari per rilanciare la prima economia mondiale, colpita duramente dalla pandemia di coronavirus. Il piano 'non funzionerà per New York', ha affermato il governatore dello stato, Andrew Cuomo. 'Servono più soldi'.

'L'umanità intera' è minacciata dal coronavirus. Lo affermano le Nazioni Unite, annunciando un piano globale di risposta umanitaria alla pandemia: 2 miliardi di dollari per combattere la malattia in Sud America, Africa, Medio Oriente e Asia. Una risposta che riguarda i paesi più vulnerabili e poveri del globo nel tentativo di proteggere milioni di persone.

In Germania, anche il secondo test cui è stata sottoposta Angela Merkel è risultato negativo. Lo ha reso noto il portavoce Steffen Seibert. Mekel è in quarantena a casa da domenica scorsa.

In Francia sono stati 2.933 i nuovi casi accertati nelle ultime 24 ore e 231 i decessi. Lo ha annunciato il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon. Il totale del bilancio nel Paese è di 25.233 casi e 1.331 morti. Diversi casi di contagio sono stati riscontrati tra presidenti di seggio e scrutatori attivi a dieci giorni dal primo turno delle elezioni municipali del 15 marzo scorso. Parigi ha deciso di ritirare le sue truppe dall'Iraq a causa della pandemia di coronavirus.

La Russia "è riuscita a contenere il coronavirus" fino adesso ma il Paese non è in grado di "bloccare" completamente la minaccia. Lo ha detto Vladimir Putin parlando alla nazione, sottolineando che ora è "imperativo" rispettare le indicazioni delle autorità. Per contenere l'epidemia, Putin ha annunciato che verrà introdotto "una settimana di stop" alle attività "non essenziali", dal 28 marzo al 5 aprile. "State a casa", ha detto Putin in televisione.

In Brasile è bufera su Jair Bolsonaro, dopo che il presidente brasiliano è tornato ad opporsi alle restrizioni e le quarantene applicate in varie regioni, definendole 'isterismo'. "Dobbiamo riaprire i negozi", perché "38 milioni di lavoratori autonomi sono già stati raggiunti" da misure restrittive, e "se le aziende non producono non pagheranno gli stipendi e se l'economia collassa anche i funzionari pubblici non li riceveranno", ha scritto il presidente brasiliano su Twitter.

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha riferito che il numero di casi di contagio è aumentato a 91 dopo che sette nuovi pazienti infetti da covid-19 sono stati confermati ieri sul territorio. Il capo di stato ha riferito che alcuni casi sono di trasmissione comunitaria. Maduro ha affermato che la malattia è venuta dall'estero, ma ci sono già casi di trasmissione comunitaria, per i quali ha affermato che è stato applicato il "sistema di screening ampliato".

Il governo israeliano ha approvato misure pubbliche ancora più stringenti nella lotta al coronavirus mentre i casi di infezione sono arrivati nel paese a 2170. Le nuove direttive prevedono la chiusura dei negozi non essenziali, il divieto di uscita da casa se non per comprare (una persona sola) cibo, per andare al lavoro, per visite mediche, per recarsi in farmacia e per altri servizi essenziali. Non ci si potrà, inoltre, allontanare per più di 100 metri dal proprio domicilio. Trasporti pubblici ridurranno del 25% il servizio all'essenziale con i taxi che dovranno portare una sola persona.

Un appello urgente a decine di migliaia di manovali palestinesi attualmente impiegati in Israele affinché rientrino immediatamente in Cisgiordania è stato lanciato dal premier palestinese Muhammad Shtayyeh. Il premier ha menzionato la crescente diffusione in Israele del coronavirus e la previsione che nelle prossime ora vi sarà imposta una chiusura di vaste dimensioni che comunque impedirebbe loro di continuare a lavorare nei cantieri. Al loro ritorno - ha aggiunto Shtayyeh - dovranno osservare 14 giorni di quarantena nelle proprie abitazioni.

L'Iran adotterà misure ancora più stringenti per contrastare la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato in diretta tv il presidente Hassan Rohani, spiegando che per 15 giorni ci saranno limitazioni alla libera circolazione che potrebbero "creare difficoltà". Finora, il governo di Teheran si era limitato a raccomandare alla popolazione di restare a casa. Nel Paese altre 143 persone che avevano contratto il coronavirus sono decedute nelle ultime 24 ore, portando il totale a 2.077 vittime. I casi registrati aumentano a 27.017, con 2.206 nuovi contagi.

La Corea del Sud ha registrato martedì 100 nuovi casi di Covid-19, in rialzo sui 76 di lunedì, per un totale di infezioni portatesi a quota 9.137. Secondo gli ultimi dati del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc), tra i nuovi contagi 34 sono classificati come importati dell'estero, per un totale di 101 unità. I morti sono aumentati di sei unità, a 126. Ammontano invece a 223 le persone che hanno completamente recuperato e che sono state dimesse dagli ospedali, per complessive 3.730 unità.

La Cina rimuove dopo due mesi le restrizioni all'Hubei, la provincia epicentro della pandemia del coronavirus, annunciando ancora una volta zero casi di infezione sul fronte domestico. Secondo i dati della Commissione sanitaria nazionale (Nhc), nella giornata di ieri sono stati confermati altri 47 contagi importati, saliti a totali 474, in gran parte legati al rientro di cittadini cinesi. Tre dei quattro decessi sono avvenuti dell'Hubei e due nel capoluogo Wuhan, dove il blocco sarà rimosso l'8 aprile.

Il Mali ha confermato i suoi due primi casi di coronavirus: si tratta di due cittadini rientrati dalla Francia il 12 e il 16 marzo, come dichiarato dal governo in una nota ripresa da Bbc Africa. Si tema la comparsa di un focolaio nel Paese, già flagellato da attacchi jihadisti per un'insurrezione islamista scoppiata nel 2012 e che ha causa la morte di migliaia di persone.

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