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I riti della settimana Santa in Penisola sorrentina. Ecco tutti gli appuntamenti

18 Aprile 2019 Author :  

Nella penisola sorrentina, tra il Giovedì Santo e il Venerdì Santo, sono una ventina le processioni che percorrono le strade dei sei comuni della costiera (Sorrento, Piano di Sorrento, Meta di Sorrento, Vico Equense, Sant'Agnello e Massa Lubrense). Il compito di organizzare questi cortei sacri spetta alle numerose confraternite che da secoli ripropongono il messaggio evangelico dell'amore e della carità verso il prossimo.

La penisola sorrentina diventa un magnifico e suggestivo scenario con lo spettacolo dei lunghi cortei degli incappucciati, processioni in ricordo della morte di Cristo. Manifestazioni di fede sincera e di profondo attaccamento alle proprie radici storiche. Processioni nate come riti di penitenza e di espiazione, pian piano con il tempo si sono arricchite coreograficamente.

SORRENTO
La suggestive e storiche processioni penitenziali durante la settimana Santa a Sorrento probabilmente ha inizio intorno al 1300. Si è a conoscenza di laici che andavano per le strade della cittadina "assaccati" e portando una semplice croce. Un'antichissima confraternita sorrentina era quella dei "Battenti di Sant'Antonino", o Confratrum Frustigantium. La sua erezione data 1378; i confratelli si flagellavano in segno di penitenza. Questa tradizione della flagellazione fu tramandata anche nei secoli successivi, mantenuta soprattutto dall'Arciconfraternita della Morte. Solo probabilmente verso il diciottesimo secolo, sotto il dominio del vicereame Spagnolo e per influsso dei padri Gesuiti, allora assai numerosi nel Regno di Napoli, si iniziò ad organizzare le processioni nel modo in cui si vedono oggi. Due le principali processioni del Venerdì Santo che si svolgono a Sorrento:

- La processione dell'Addolorata, "Processione Bianca - si svolge durante l'oscurità della notte, nelle prime ore del Venerdì Santo, dalle ore 3 con rientro in chiesa ai primi chiarori dell'alba. I partecipanti ed i confratelli vestono un saio bianco stretto in vita da una cintura nera. Il volto dei partecipanti è coperto dal cappuccio, segno del carattere penitenziale della processione. Oltre ai simboli del martirio di Cristo, viene portata dai confratelli la statua della Madonna Addolorata.

- La processione del Cristo morto, "Processione Nera" - si svolge la sera, sfilando tra le strade, ed i fedeli portano a spalla la statua del Cristo Morto e deposto. Anche in questa processione sono esaltati i "martìri" di Cristo, come i chiodi della croce, la lancia che Lo trafisse al costato, i trenta denari che portarono Giuda a tradirlo. Questi simboli vengono esaltati, ancora una volta, dall'eliminazione dell'identità del partecipante, a volto coperto, che indossa un saio nero. I cortei sono poi chiusi dai circa duecento cantori del "Miserere" che in un’atmosfera di commozione unica fanno riecheggiare le parole del salmista Davide. Esso rappresenta il popolo nella sua contrizione che invoca la clemenza Divina per il crimine commesso nei confronti del Suo Unigenito Figlio.

Insieme alle due processioni di Sorrento, negli altri comuni della penisola sorrentina, tra il giovedì Santo ed il venerdì Santo si svolgono altri sedici cortei. Tre a Sant’Agnello, sette a Piano di Sorrento, tre a Meta, due a Massa Lubrense, una a Vico Equense.

SANT’AGNELLO
La prima Processione che si svolge a Sant’Agnello è quella del Giovedì sera organizzata dalla Confraternita del SS. Cuore di Maria e di San Giuseppe, meglio conosciuta come Confraternita dei Giuseppini sorta nel 1887. Contemporaneamente alla costituzione della Confraternita si diede inizio alla organizzazione della Processione che si svolge dopo la celebrazione della messa in “Coena Domini”. Gli incappucciati vestono con il saio ed il cappuccio di colore bianco e visitano i Sepolcri cittadini. Un tempo era usanza della Confraternita di far visita anche ai Sepolcri delle città vicine. La particolarità del corteo è quella di recare in processione una statua raffigurante il Cristo in preghiera nel giardino del Getsemani. La seconda Processione si svolge nel cuore della notte tra il Giovedì Santo ed il Venerdì Santo. Essa è organizzata dalla Real Arciconfraternita del SS. Sacramento e Natività di Maria Santissima i cui incappucciati vestono di bianco. La processione si apre con gli “annunziatori” cioè battitori di tamburo che posti in testa al corteo, prima della banda musicale, indicano il sopraggiungere della Processione. La maggiore suggestione si sviluppa, però, intorno alla statua della Addolorata che il racconto vuole portata a Sant’Agnello da marinai provenienti dalla Sicilia. Elemento caratterizzante della processione è il possente coro femminile che canta l‘inno “Già condannato il Figlio” che sembra richiamare la lauda drammatica di Iacopone da Todi “Donna de Paradiso.”

La terza Processione santanellese è quella organizzata dalla Confraternita del Monte dei Morti dei SS. Prisco ed Agnello la sera del Venerdì Santo. Gli incappucciati sono vestiti di nero e recano in processione una artistica statua del Cristo morto del diciassettesimo secolo adagiata su di una coltre mortoria del secolo scorso. Ulteriore nota di commozione per gli spettatori è la presenza in testa al corteo di un nutrito gruppo di fanciulli che, alternandosi con la banda musicale che suona marce funebri, intona l’inno “Deh Popoli”.

PIANO DI SORRENTO
Le processioni della Settimana Santa a Piano iniziano con quella “bianca” organizzata dalla Arciconfraternita della SS. Annunziata il Giovedì Santo. Essa esce dall’omonima chiesa posta alle spalle della Basilica di San Michele appena conclusa la Messa in Coena Domini e rappresenta il primo rito della scenografia drammatica del Venerdì Santo Carottese. Le tre Confraternite della “Morte ed Orazione”, della “SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti” e della “Purificazione di Maria” organizzano le altre sei Processioni del Giovedì sera e della notte e della sera del Venerdì Santo. Le Processioni dell’Arciconfraternita della SS. Trinità (ne organizza una alla sera del Giovedì Santo ed una la sera del Venerdì) si caratterizzano per il colore rosso delle vesti, unico tra le Processioni Peninsulari. La Processione della Confraternita della Purificazione di Maria, con i confratelli biancovestiti, si distingue per la partecipazione di alcuni personaggi in abiti d’epoca che sfilano in tre gruppi distinti. L’Arciconfraternita della Morte e Orazione invece organizza le due Processioni più seguite a Piano di Sorrento. Caratteristica dominante nei due cortei “neri” è l’imponente coro del Miserere, formato da quasi 400 cantori, che intonano il Miserere di Selecchi, autore abruzzese. Infine, molto suggestive sono le cerimonie che precedono il Venerdì Santo, come la “presa del Cristo e della Madonna, organizzate sempre dai “neri” dell’Arciconfraternita della Morte. Come avviene nelle altre Processioni al mattino è portata a spalla solo la statua della Vergine Addolorata, mentre la sera anche quella del Cristo Morto.

META
Sono due le Confraternite che sono impegnate a Meta nella organizzazione delle Processioni della Settimana Santa: l’Arciconfraternita della SS. Immacolata e l’Arciconfraternita del SS. Crocifisso e Pio Monte dei Morti. La caratteristica peculiare di queste Processioni è rappresentata dal coro del Miserere che non è cantato, come tradizione vuole, in stile gregoriano ma in stile Verdiano riprendendo il motivo da un’aria dell’opera “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi per l’appunto. Le processioni si svolgono una la sera del Giovedì Santo (organizzata dalla Arciconfraternita dell’Immacolata, colore delle vesti bianco) altre due (organizzate dalla Arciconfraternita del SS. Crocifisso, colore delle vesti nero) la notte e la sera del Venerdì con la partecipazione di un coro di voci bianche che intona gli inni “Il Calvario” ed ” Ecco D’Amor la Vittima“.

MASSA LUBRENSE
Si svolgono entrambe la sera del Venerdì Santo le due processioni Massesi. Una, quella organizzata dalla Arciconfraternita Morte ed Orazione, si sviluppa per le strade del centro ed ha avuto origine all’inizio del secolo scorso. L’altra, organizzata dalla Confraternita di San Filippo Neri, parte dalla frazione di Torca per raggiungere le confinanti Parrocchie di Pastena e di S. Agata. Questa Processione non ha il coro del Miserere sostituito da un coro di voci bianche che intona l’inno “Al Calvario” nello stesso testo della Confraternita del SS. Crocifisso di Meta. In tutti e due i cortei gli incappucciati indossano il saio nero.

VICO EQUENSE
Tradizionalmente a Vico Equense durante la settimana Santa si svolgeva una sola Processione che veniva organizzata, ogni tre anni, dall'Arciconfraternita Morte ed Orazione di Seiano. Dalla fine degli anni ottanta, tuttavia, è stata realizzata una nuova e suggestiva Processione dalla “Arciconfraternita dell’Assunta” che si caratterizza per il colore viola delle vesti dei partecipanti. Essa, seppure è la più “giovane” tra le processioni organizzate in costiera sorrentina, sta acquisendo sempre più fama ed importanza.

Punto Stabia News

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