Arrestato proprietario clinica: tentò contatto pm, faceva risultare l'affitto di un immobile e di una barca a Capri

23 Gennaio 2020 Author :  
Riusciva a tenere sotto controllo le attivita' investigative che lo riguardavano, ogni passo compiuto dagli inquirenti di Santa Maria Capua Vetere, ed avrebbe anche tentato di entrare in contatto con uno dei pm che stavano indagando sulle sue attivita': Vincenzo Schiavone, titolare della clinica Pineta Grande di Castel Volturno (Caserta), al centro di un'inchiesta su permessi per costruire concessi in cambio di favori, esponente di primo piano di Confindustria, e' stato arrestato stamattina dai carabinieri di Caserta con l'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio, corruzione, falsita' in atti pubblici e abuso d'ufficio. Secondo quanto emerso, sarebbe stato il responsabile Ufficio Tecnico Comunale di Castel Volturno, Carmine Noviello - gia' a processo con altri 30 imputati - a rivelare all'imprenditore che gli inquirenti stavano facendo accertamenti sulle sue attivita'. L'operazione rappresenta il terzo "passaggio chiave" dell' indagine sui permessi edilizi rilasciati in cambio di favori dal Comune di Castel Volturno. Un'inchiesta dell'ufficio inquirente di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal procuratore Maria Antonietta Troncone, che nel gennaio 2019 ha portato all'arresto di Noviello e di altri dipendenti dell'ente. Lo scorso settembre, invece, e' stato posto sotto sequestro il cantiere di ampliamento della clinica Pineta Grande. Parallelamente all'arresto di Schiavone (messo ai domiciliari) e nell'ambito della stessa indagine, la polizia giudiziaria ha notificato ben 39 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati tra i quali figurano un funzionario della Regione Campania, ex direttore generale dell'Asl di Caserta, Mario De Biasio, l'ex sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, ex assessori ed ex consiglieri comunali, e il presidente di Aiop Campania, Sergio Crispino. A Napoli, invece, sempre stamattina, e' finito nuovamente nei guai un noto ortopedico, Paolo Iannelli, gia' condannato, in primo grado, a 9 anni di reclusione per il caso dei pazienti dirottati dall'ospedale Cardarelli, di cui era primario, verso la clinica privata Villa del Sole, di cui era amministratore di fatto e socio occulto. La Guardia di Finanza gli ha notificato gli arresti domiciliari con l'accusa di avere provocato la bancarotta fraudolenta di quella clinica privata convogliando illecitamente una consistente quantita' di denaro verso un'altra societa' a lui riconducibile, la "Mulino srl", che e' stata posta sotto sequestro insieme con 4,8 milioni di suoi beni. Le parcelle dei pazienti che si erano rivolti alla clinica, il denaro frutto di operazioni inesistenti, per esempio l'acquisto - fittizio - di costosissime attrezzature mediche (come un'apparecchiatura per le risonanze magnetiche da 629mila euro), l'affitto di un immobile a Capri e di una barca, finivano - creando un enorme passivo nel bilancio della societa' che gestiva la Villa del Sole - in alcuni conti correnti, riconducibili al professionista. Uno di questi, hanno scoperto i finanzieri del Gruppo Tutela Mercato Capitali del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, era intestato a una ex dipendente della clinica, deceduta prima dell'apertura del rapporto bancario ottenuta da Iannelli con l'aiuto di due funzionari di banca.

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