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Bonifica Fiume Sarno e Canale Marna: sconfitta per il Governo ed ex Commissario Jucci, la Cassazione presenta il conto salato da 415 mila euro

28 Febbraio 2020 Author :  

di Danilo Ruggiero

Bonifica Fiume Sarno, sconfitta per il Governo e per l’ex Commissario Jucci, la Cassazione presenta il conto salato da 415 mila euro. Il canale Marna di Scafati rappresenta a tutt'oggi una delle aree più degradate del Fiume Sarno, il corso d’acqua che sin dall'inizio del secolo, alimenta la sua fama di fiume più inquinato d’Europa restituendo al mare 54 mila litri di veleni al minuto. Ecco perché, nel 2003, Il Commissario straordinario per il superamento dell'emergenza socio-ambientale del bacino idrografico del fiume Sarno, Roberto Jucci, affidò alla società “Ambiente Oggi”, e alle ditte “Edildepur” e “Gesteco Spa” i lavori di vagliatura e trattamento dei fanghi di drenaggio presenti nell'alveo del canale Marna, al confine con i Comuni di Sant’Antonio Abate, Santa Maria la Carità e Pompei. Ma l'appalto, dopo pochi anni, ebbe un andamento anomalo per via della natura estremamente complessa dei lavori, tanto che le parti decisero di porre fine al rapporto in essere. Cosi, il 24 novembre 2006, l'ente appaltante comunicò con un fax l’atto di recesso unilaterale del contratto per esigenze di pubblico interesse, mentre la impresa appaltatrice “Ambiente Oggi” a sua volta inviò una diffida ad adempiere alla committente per l’inadempimento contrattuale. Ne nacque una lunga vertenza giudiziaria innanzi al Tribunale Civile di Napoli, dove l’impresa chiamò in giudizio il Commissario e la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere un maxi risarcimento danni. Ma, in primo grado di giudizio, la domanda risarcitoria fu respinta.In seguito, la Corte di Appello di Napoli, su impugnazione della società appaltatrice, in parziale riforma della sentenza di primo grado, dichiarò il difetto di legittimazione passiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed accolse la domanda condannando il Commissario Jucci a pagare a favore dell'attrice la somma di 415 mila euro. Avverso tale sentenza della Corte di Appello, nel 2015, l’Agenzia regionale campana per la difesa del suolo“Arcadis”, subentrata al Commissario Straordinario per l’emergenza fiume Sarno, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del Presidente del Consiglio, presentarono ricorso alla Sezione Civile della Corte di Cassazione, articolando quattro motivi per chiedere alla magistratura di legittimità l’’annullamento della pronuncia.A seguito di una causa svolta nella camera di consiglio, la Corte di Cassazione, presieduta dal magistrato Pietro Campanile, ha rigettato il ricorso è stabilito: “La Corte di Appello di Napoli ha ritenuto correttamente che l'importo di 795 euro al giorno era stato consensualmente stabilito nell'atto di transazione stipulato il 15 dicembre 2005, per un totale di 309 mila euro”. Ed inoltre “Il particolare l'importo di 106 mila euro, a titolo di lavori per adeguamento dei siti di Sant’Antonio Abate e Scafati relativo ad opere di messa in sicurezza dei siti di stoccaggio è stato accertato in contraddittorio a mezzo di accertamento tecnico preventivo”.Pertanto, la somma complessiva da pagare per il Commissario straordinario dell'emergenza fiume Sarno, oggi sostituito dall'Arcadis e quindi dalla Regione Campania, ammonta a 415 mila euro.

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