Gragnano. Diciassettenne ucciso, 2 fermi e pista droga

27 Maggio 2020 Author :  
C'e' dietro uno scontro per la spartizione degli affari dello spaccio di sostanze stupefacenti, tant'e' che Nicholas Di Martino, il 17enne ucciso a coltellate lunedi' notte a Gragnano, aveva ricevuto minacce di morte proprio da uno dei due fermati per il suo delitto e per il ferimento del cugino 30enne, Carlo Langellotti. Ecco il movente per l'agguato costato la vita al ragazzo nipote del boss Antonio Carfora detto ''o fuoco' secondo quanto emerge dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, dal commissariato di Castellammare di Stabia coordinati dalla procura dei Minori e dalla Dda di Napoli. Nelle mani della polizia ci sono anche dei frame di immagini catturate da telecamere di sorveglianza, dopo la festa di compleanno del fratello di Nicholas in un bar del lungomare di Castellammare. Per gli inquirenti i due arrestati, Ciro Di Lauro, 21 anni e Maurizio Apicella, 20 anni sono legati al clan Alfetra-Di Martino (solo omonimia con la famiglia del ragazzo, ndr) che controlla i traffici di droga in contrasto con gli Imparato, ai quali sono legati i Carfora.

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