Imprenditori di Scafati sotto accusa: "Tutto contro l'impianto di compostaggio a Sassinoro"

10 Novembre 2018 Author :  

Tutti contro l'impianto di compostaggio della ditta New Vision Srl che sta per essere attivato a Sassinoro, in provincia di Benevento. A parte la Regione e l'azienda dell'imprenditrice Rosaria Longobardi, nessuno sembra volere questo impianto. “Siamo in democrazia, tutti gli enti territoriali hanno detto di no: questo non è il regno di nessuno”: a dirlo è Nicola Zacchino, presidente del comitato “Rispetto e Tutela del Territorio” di Sassinoro che non ci sta al rischio a cui si sta sottoponendo l'area a cavallo del parco nazionale del Matese. A dire no i vertici politici del MoVimento 5 Stelle, del Pd, Forza Italia, Fdi e poi tutti gli enti territoriali, compresa provincia, autorità molisane, Vescovi di competenza e anche la comunità Montana. Nel mirino c'è l’autorizzazione della Regione Campania, alla realizzazione e gestione di un impianto di messa in riserva, trattamento e recupero rifiuti per la produzione di compost, nel comune di Sassinoro, su richiesta della ditta New Vision. Impianto tutto scafatese e su cui anche l'Antimafia di Salerno ha acceso i riflettori. L’impianto sorge in un'area molto ricca da un punto di vista naturalistico ed ha una capacità di trattamento pari 22.000 tonnellate annue di FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani). Su quell'impianto, c'è in corso una battaglia tra Comuni della valle del Tammaro, Comitato di tutela e Provincia, contro la Regione Campania e la società New Vision: guerra legale, giudiziaria, politica e civile. Il comitato ha interpellato il Governo e la Procura di Benevento: davanti a possibili legami politici, però si è accesa un'altra luce, quella della Procura Antimafia di Salerno. Ciò anche perchè la New Vision è composta da 4 soci: Rosaria Longobardi (amministratrice unica della società), scafatese doc di nota famiglia di imprenditori, ex delegata nazionale del Pd a Pompei e parte attiva dei dem, suo marito Michele Genovese, neurochirurgo ex candidato sindaco in quota Pdl a Pompei, sua sorella Carmela Longobardi e la nipote, Maddalena Sessa, poco più che 30enne. Lady Longobardi, è madre di Diego Chirico, ex assessore della Giunta di Angelo Pasqualino Aliberti, sciolta per camorra. Fedelissimo dell'ex sindaco ora detenuto ai domiciliari per voto di scambio politico mafioso, l'avvocato Chirico risulta indagato insieme alla moglie Roberta Iovine (ex dipendente a tempo del piano di zona dell'Agro) nel procedimento Sarastra, per abuso d'ufficio. Nella New Vision srl, agli atti del comune di Sassinoro, Diego Chirico risulta come legale, insieme all'avvocato Lorenzo Lentini. I quattro “novelli” del settore rifiuti stanno combattendo contro tutto e tutti gli enti territoriali e popolazioni sannite con un solo obiettivo: aprire un sito di compostaggio secondo cui, stando alle relazioni di due tecnici allegate al dossier del Comitato civico, il guadagno risulterebbe anche scarso se non inesistente. Per non parlare poi della responsabilità di aprire un sito di compostaggio su una faglia attiva sismicamente e sopra una falda acquifera. Il comitato di tutela si chiede il perchè di tanta insistenza e così, ha posto la domanda ai magistrati.

Le reazioni politiche tra Scafati, provincia di Benevento, Governo e enti locali: silenzio della Paolino e ira di Sim

La notizia della nuova carriera intrapresa da Lady Longobardi e la doppia morale, rispetto alla posizione politica del figlio Diego Chirico, che si è invece sempre dimostrato sensibile ai temi sui rifiuti, ha fatto il giro anche della città di Scafati oltre che riecheggiare da Salerno a Benevento. Da Scafati decide per il “no comment” l'onorevole Monica Paolino di Fi, mentre Scafati in MoVimento: “E' proprio vero che certi miliardari danno un prezzo a tutto. Ma quanto vale per loro la salute dei cittadini? Non ci meraviglia per niente sentire che mentre a Scafati si finge paladino anti-inquinamento e re dei rifiuti pagati, l'ex assessore Diego Chirico, sua madre e metà della sua famiglia si trovano in un intreccio tra politica, imprenditoria e soldi pubblici.Siamo a Sassinoro, dove con un impianto di compostaggio megagalattico, le "persone" citate, stanno avvelenando un paradiso naturalistico nel "Parco Nazionale del Matese", a pochi metri da case e scuole. Ma cosa ancor più grave su un corso d'acqua interessato da un progetto di potabilizzazione. A questa gente, non è bastato aver partecipato attivamente alla vita politica dei due mandati di Aliberti, che hanno provocato lo scioglimento del consiglio comunale per camorra, ma ancora oggi continuano a portare il nome di Scafati fuori dalle nostre mura riempendolo di “munnezza”. Munnezza che a loro piace tanto e con la quale, probabilmente pensano di poter diventare imprenditori. Siamo solidali con i cittadini di Sassinoro, da cui ci siamo recati qualche tempo fa, e ci schieriamo insieme a loro in questa battaglia facendo pressing ai nostri portavoce regionali e nazionali. Non è possibile che per colpa di certa gente ci dobbiamo vergognare di essere scafatesi! All'assessore Chirico & Cricca chiediamo di stare almeno in silenzio, di evitare di fare i paladini della legalità quando poi hanno di questi problemi appena escono di casa. Non potevamo immaginare, ma siamo costretti ad una constatazione ormai certa, "Il piedistallo" dal quale si erge l'ex assessore indagato, é stato realizzato su un cumulo di rifiuti” commentano gli attivisti di Sim. E poi il coro è contrario con tanto di attenzione del Ministro all'ambiente Sergio Costa e del sottosegretario Salvatore Micillo (M5S). A dire no, anche la senatrice Sandra Lonardo (moglie di Mastella) che ha anche sollecitato il Ministro Costa: “l’impianto rappresenta un grosso rischio per l’ambiente considerato, altresì, che ricade nel territorio facente parte del Parco del Matese, è a una distanza inferiore a 300 metri dalle falde acquifere, è ubicato a monte dell’invaso di Campolattaro e il territorio è già stato individuato nel Piano Regionale per i rifiuti, con la designazione di un impianto di compostaggio regionale sito in Calsaduni” e per tale motivo “bisogna evitare l’insediamento di impianti impattanti di produzione di energia eolica o discariche di rifiuti, che stravolgerebbero i tratti paesaggistici e naturalistici, pregiudicando le vocazioni di sviluppo agricole, turistiche, zootecniche e commerciali”.
Così anche i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, senatori Danila De Lucia e Sabrina Ricciardi, dai deputati Angela Ianaro, Virginia Villani, Pasquale Maglione, i consiglieri regionali Vincenzo Viglione e Mary Muscarà. Sulla stessa scia gli onorevoli Cesaro (Fi – regionale) che si sono detti “fermamente contrari”, ma anche gli onorevoli regionali di Fdi che hanno invece fatto “emergere responsabilità a vari livelli sulla questione del centro di compostaggio di Sassinoro”. In comprensibile silenzio anche il Pd regionale, vicino a Rosaria Longobardi e allo stesso modo una fazione che potrebbe bloccare quello che è stato identificato come scempio ambientale.

Il comitato e il flop in Prefettura: “Salute e ambiente a rischio, la battaglia scavalca la provincia di Benevento”

Indifferenza e muro contro muro, ecco cosa accade a Sassinoro. Dopo l’incontro dei giorni scorsi, convocato dal Prefetto di Benevento, a cui hanno partecipato il Comune di Sassinoro, il comitato “Rispetto e Tutela del Territorio” e i vertici della società New Vision, arriva il commento del comitato: “Non intendiamo prestarci a show demagogici con chi anche nelle dichiarazioni odierne alla stampa, ha confermato di aver disinvoltamente bypassato le volontà di Comuni e Province per ottenere dalla Regione un impianto diverso dall’originale e soprattutto svincolato nell’acquisizione del prodotto da trattare, che quindi potrà muoversi da extraprovincia ed extraregione, violando il principio di prossimità, visto che la provincia di Benevento è già servita – spiegano i rappresentanti del Comitato “Rispetto e Tutela del Territorio” - A tutt’oggi il progetto, nonostante siano sopravvenuti l’istituzione del Parco del Matese e il progetto di potabilizzazione dell’invaso di Campolattaro, è privo di qualsiasi valutazione di impatto ambientale neutrale. E’ stato richiesto alla ditta, tanto pronta a dichiararsi trasparente, non inquinante, interessata ad un buon rapporto con il territorio, di assoggettarsi a tale procedura, ricevendone assoluto diniego. Consideriamo provocatoria la definizione del nostro presidio come “presidio di guerra”, e menzognere le affermazioni sull’intralcio ai lavori. Il nostro presidio ha ricevuto la visita di Rappresentanti Istituzionali, di Vertici Ecclesiastici, di Associazioni votate alla Legalità. Ringraziamo ancora i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della stampa, per la loro presenza costante a garanzia della correttezza di comportamenti e situazioni. Infine, attendiamo di conoscere dalla ditta, in che modo intende soddisfare la richiesta formulata dal Prefetto, di un “gesto di buona volontà”. Nel rispetto dello stato di diritto, ribadiamo che, se le buone intenzioni non sono vuote parole, ci sono modi efficaci per dimostrarlo. Chiediamo la sospensione dei lavori fino al pronunciamento del Tar (previsto a gennaio) e assoggettarsi alle valutazioni di impatto ambientale”. Intanto il Comitato, d’intesa con le Associazioni Territoriali di Campania e Molise, avvierà ulteriori mobilitazioni verso le Istituzioni. Domenica alle 18, intanto si terrà l'assemblea nella palestra di Sassinoro, organizzata dal Comitato.

Punto Agro News

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