Salerno/Irno. Fonderie Pisano, fumi e inquinamento: la parola al Riesame

15 Marzo 2018 Author :  

I residenti protestano per i fumi, i lavoratori dimostrano di non avere gli impianti accesi. Succede ancora alle Fonderie Pisano, dove alcuni residenti della zona hanno chiesto ieri mattina l’intervento delle Forze dell’Ordine, in quanto da alcuni comignoli erano visibili delle emissioni di fumo e gas. Cellulari alla mano, video e foto e le telefonate di “denuncia” che arrivavano ai vigili urbani e ai Carabinieri. Intanto, in attesa del riesame per fermare il presunto avvelenamento provocato dallo storico stabilimento di via dei Greci, a Fratte, che si terrà quest’oggi, il comitato e associazione Salute e Vita, presieduta da Lorenzo Forte, ha denunciato le anomalie nell’impianto al quale è stato revocato l’Aia. Forte, in particolare, ha contestato l’immissione di fumo da uno dei comignoli dello stabile.

La denuncia

Dunque, è stata sporta regolare denuncia alle autorità competenti. Forte ha annunciato che non erano a conoscenza della natura del fumo ma avrebbero ricevuto segnalazioni anche da parte dei cittadini, secondo cui queste emissioni erano iniziate già nel pomeriggio di martedì «pertanto abbiamo allertato le forze dell’ordine per verificarne la natura e per comprendere come fosse possibile che ciò accadesse, ricordiamo che le fonderie hanno l’aia ( autorizzazione integrata ambientale) revocata, pertanto non è possibile far uscire alcun immissione in atmosfera, dunque comunichiamo che abbiamo provveduto ad inviare i video effettuati dove si intravede la fine della fuoriuscita dei fumo ai Noe e provvederemo nelle prossime ore a presentare regolare denuncia da parte delle persone che hanno constatato l’immissione anomala di questi fumi», ha dichiarato Forte, invitando la popolazione ad avvertire in caso di nyobe fuoriuscite di fumo, oltre ad allertare le forze dell’ordine, per eventuali anomalie.

Oggi la decisione

Intanto, come già anticipato, quest’oggi il Tribunale del Riesame è stato chiamato dalla Suprema Corte di Cassazione a doversi esprimere nuovamente sulla vicenda del sequestro preventivo stabilito nel giugno 2016 dalla Procura di Salerno. «Il sequestro potrà in parte restituire ai cittadini e alla comunità di tre comuni Salerno, Baronissi e Pellezzano i diritti costituzionali alla giustizia e alla salute, che purtroppo proprio a causa di un sonoro errore da parte del Riesame, furono violati e disattesi, permettendo di fatto all’imprenditore Pisano dal dicembre 2016 fino a qualche settimana fa, di continuare indisturbato ad avvelenarci. Precisiamo che il ripristino del Sequestro potrà essere un provvedimento che solo in parte restituirà Giustizia e Salute perché i danni causati alla salute e alla vita delle persone e dell’Ambiente troppo spesso sono irreversibili», ha detto infine il presidente del comitato.