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“Ahò, li mortacci tua!”, gli aneddoti su Carlo Verdone

28 Febbraio 2020 Author :  

di Francesco Apicella 

Ospite in una delle puntate di “Maledetti amici miei”, il fortunato programma serale di Rai 2, Carlo Verdone, stimolato e coccolato dal bravo regista Giovanni Veronesi e dagli altri amici del gruppo presente in studio, ha raccontato degli aneddoti spassosi accaduti durante la lavorazione di alcuni suoi film. Nel 2009, diretto proprio da Veronesi, Carlo girò a San Pietroburgo, in Russia, il secondo episodio del film “Italians” di cui era il protagonista. “Giovanni, non facciamo troppo tardi, a me non piace girare dinotte, rendo al 60%”Nun te preoccupà Carlè, è tutto pronto, fra poco sigira!” Erano le due di notte e faceva freddo, le comparse, vestite con abiti estivi , si stavano gelando e cominciarono ad ammutinarsi, abbandonando il set. Finalmente, alle 3 e mezzo della notte la stanza per girare la famosa “scena delle frustate” era pronta e si poteva girare. Nella scena il personaggio interpretato da Verdone doveva incontrare, nella sua camera da letto, una bellissima prostituta russa che doveva fargli  un massaggio soft sulla schiena ma che, poi, invece, si rivelava una donna sadica e dominatrice e lo prendeva a frustate con una cintura .”La cosa che Carlo non sapeva” racconta Veronesi “è che io ero andato a farmi fare una cintura finta dagli addetti russi agli effetti speciali e loro, che erano quasi tutti ex agenti del KGB, buttati fuori, mi hanno fatto una cintura che io ho provato subito. Era proprio fatta a cazzo di cane, di gomma piuma o altro materiale scadente, perché dopo qualche frustata è andata subito in pezzi. Non sapevo più come fargliele dare quelle frustate ma, ecco, che mi viene un’idea. Ho chiamato i ragazzi della troupe e gli ho detto “Non ditegli niente a Carlo, non lo deve sapere, per la scena delle frustate useremouna cintura vera” e, se voi guardate il suo viso quando riceve la prima frustata, la sua espressione di sorpresa e di dolore non è finta, è veramente genuina,“Ahò, mortacci tua!” esclama” “E te credo!” ribatte Carlo “ mi aveva preso con la fibbia! C’era anche il produttore sul set e, alla fine della scena, insieme agli altri presenti, ha applaudito contento “Bella scena,fa molto ridere!” Rivolto a tutti domando:”Meguardate un attimo dietro la schiena, me fa un po’ male. Nessuno aveva il coraggio di dirmi cosa c’avevo . “Niente, Cà, sta tranquillo, è solo un po’ arrossata, basta che ce metti un po’ di crema, una di quelle che si mettono ai bambini, etutto passa”. Rivolto al regista dico. ”Giovanni ma era una cintura di scena o una cintura vera?” “Era vera,  Carlo!” “Porca miseria, Giovanni, io sento che mi fa male dietro la schiena” “No, nun te preoccupà nun è niente, andiamo avanti, andiamo avanti!” “Verso le 5, 5 e mezza di mattina,finalmente torno in hotel” continua il racconto di Carlo “ero veramente dolorante, mi faceva male la schiena ad ogni movimento che facevo. Vado in camera, mi spoglio e mi guardo allo specchio, per vedere che cosa mi era successo. Quello che vidi mi fece rabbrividire, ero tutto strisciato di rosso, sembravo Gesù di Nazareth nel film “Passion” di Mel  Gibson. “Ma questi son dei criminali!”, mi son detto. Meno male che avevo portato con me una crema molto forte al cortisone e, poiché erano tutti ancora sul set, sono sceso giù per farmi aiutare; nell’atrio mi rivolgo al consierge e gli chiedo se, per piacere, mi poteva spalmare la crema sulla schiena. Lui accetta e io gli dò un tubetto pieno di cortisone “Guardi non ne metta tantissimo, lo spalmi solo nei punti più critici perché è una crema molto forte “. Lui  prende il tubetto e incomincia a massaggiare e massaggia, massaggia…quando mi ridà il tubetto era completamente vuoto, mi aveva messo niente di meno che un intero tubo diprobeta solo propionato”, che sarebbe il massimo del massimo. Per due settimane andai avanti tutto dolorante, come san Lazzaro”.” Racconta Giovanni Calabresi che, prima della scena delle frustate, c’era stata un’altra scena che aveva fatto agitare Carlo Verdone: la scena dell’oliva, quella in cui Ekaterina Malikova, l’attrice che nel film interpreta la prostituta russa, passa un’oliva dalla sua bocca a quella di Carlo. “Quando dobbiamo girare stà scena” mi disse Carlo “dimmelo due orette prima perché mi devo proteggere, devo prendere qualcosa, che ne so chi è questa che passa l’oliva dalla sua bocca alla mia” e così prese un antistaminico. “Macchè antistamininico!” continua Carlo “Avendo avuto, prima dipartire per la Russia, una diverticolite durata 25 giorni, da cui sono uscito a fatica, mi sono detto:”Ahò, se questa s’è magnata qualcosa di irritante,me frega!” Per proteggermi, avevo preso l’antibiotico giusto, avevo cominciato a prenderlo già due giorni prima, soltanto che, quando sono entrato, nel compound dove si girava la scena, l’agente di servizio che controllava tutti, mi ha trovato l’antibiotico e me lo ha sequestrato…”No, guarda che me serve!” gli ho fatto, allarmato, ma lui, pensando che fosse chissà cosa, non me l’ha più ridato e girare quella scena, senza protezione, per me è stato un dramma. “Speriamo che nun me rivenga la diverticolite” pensavo continuamente mentre giravo. “Ma queste sono ossessioni mie!” ha concluso Carlo, facendo ridere tutti. Oltre ad essere sullo schermo un attore con la A maiuscola, Carlo Verdone nella vita è una persona simpaticissima e, ogni volta, che viene come ospite in un programma televisivo, con i suoi racconti aneddotici sulla sua vita di artista, fa ammazzare tutti dalle risate. Grande!

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